Last update 1.1.2010
© Italdiaspora, 2002 - 2010.
All rights reserved.

Eccoci qui
Se ci hai cercato di proposito o se ci hai trovato "per caso", non importa: ti diamo un caloroso benvenuto nel sito della Chiesa Cristiana Evangelica Italiana di Pfäffikon (vedi foto).
Benvenuto nella piccola ed accogliente isola che occupiamo da ventisette anni nel suolo elvetico. Siamo certi di poterti essere d'aiuto come lo siamo stati per molti, molti che lontano dalla cara Patria erano smarriti, ma hanno trovato quel ristoro e quella pace che non avevano nemmeno a casa...
Buona navigazione, allora!


Paure presunte e... infondate!
di Gianni Paderi

Mi sembrano essere trascorsi pochi mesi dal giorno che, dalla mia "postazione", mi accingevo a scrivere alcune considerazioni relative al passaggio verso il terzo millennio, eppure sono volati altri dieci anni delle nostre preziose vite; anzi, preziosissime, secondo il pensiero di Dio, perché Egli attribuisce a ogni vita salvata lo stesso valore di quella che il Figlio Suo ha consumato sulla Croce per la nostra giustificazione.

Ciascuno di voi ricorderà bene le previsioni catastrofiche sbandierate da indovini a fantomatici profeti di turno e di quanti, soggiogati più dalle proprie superstizioni che dalle voci avviluppanti dei falsi profeti, hanno passato momenti di vero terrore, temendo il peggio... l'unica cosa di cui siamo certi, nello scorrere di questi dieci anni, è che molti di questi “profeti” si sono portati nelle loro tombe i "misteri" delle loro terrificanti previsioni, non perché vittime di quest'ultime, quanto del loro percorso di vita naturale...
Certo, se dovessimo elencare le catastrofi di natura ambientale, gli attentati terroristici, le pandemie e quant'altro possa essere considerato un flagello umanitario, dovremmo ammettere che, umanamente parlando, abbiamo dei validi motivi di preoccupazione.
Un fattore che gioca a nostro sfavore, viene dal fatto che oggi siamo in grado di ricevere le notizie degli avvenimenti mondiali, non soltanto freschissime, ma addirittura on-line. In pratica, siamo in grado di osservare le zoomate di una guerra in atto, e ciò è terrificante, se consideriamo che ne subiamo l'assuefazione al dolore, perdendo la nostra sensibilità naturale!
Ciò che però stupisce, in questo scenario globale del quale siamo fortemente influenzati, è la poca considerazione che diamo a due fonti attendibilissime, dando maggiore credibilità alle fandonie dei ciarlatani in questione.
La prima considerazione che ogni persona dovrebbe fare è strettamente legata agli osservatori scientifici delle cose che stiamo trattando; qui s'intende, in genere, di studiosi che, lungi dal lasciarsi influenzare dalle favole profane, hanno dedicato le loro vite all'osservazione degli eventi naturali o storici, studiandoli, per poterne trarre delle considerazioni utili all'umanità.
Secondo questi, infatti, gli allarmismi contagiosi di quanti hanno un'ascendenza mediatica, sono più pericolosi delle ultime minacce di pandemia mondiale: la cui psicosi, come abbiamo visto, ha dato come unico risultato una forte impennata alle borse dell'industria farmaceutica... Se vogliamo quindi garantirci un successo economico sostanziale, basta dare luogo a qualsiasi azione comunitaria, facendo leva sulle paure morbose delle masse.
Un esempio recentissimo, dopo anni di osservazione del notevole numero di persone che guardano verso le filosofie occulte antiche, ci viene dall'improvviso interesse di queste per la cultura Maya e, particolarmente, per ciò che riguarda la parte profetica di questo antico popolo dell'America Centrale. Molti, anche fra i "credenti", sono stati attratti dal calendario dei Maya secondo il quale il 2012 sarebbe l'anno della fine del mondo. Niente di meglio, per chi ne è capace e sguazza nel liquame del terrore dei disavveduti, che girare un film che anticipi (con le tecniche moderne più sofisticate) la catastrofica fine del mondo, con oceani che radono al suolo le più grandi metropoli mondiali; terremoti che squarciano la terra in due; vulcani che eruttano morte spargendo il terrore e così via.
Quello che rattrista, dalla nostra osservazione dei fatti, è il coinvolgimento dei credenti che, anziché ottenere serenità nelle certezze delle quali ci fa parte il Signore, si comportano come i pagani, che, a scanso d'equivoci, aggiungono un'altra divinità al loro esercito di statue (Atti 17.23)... non si sa mai...

Questo ci porta alla nostra seconda considerazione dei fatti, in mezzo a questa Babilonia di notizie catastrofiche, vere o presunte che siano.
Il nostro Signore, insieme alla profezia già adempiutasi al cento per cento, ha voluto darci anche quella finale (escatologia) che ci riguarda, al fine di essere vigilanti e sempre pronti osservatori dei suoi segni, perché possiamo servirLo come testimoni impegnati a salvare quelli che sono sulla via.
Chi è fedele alle rivelazioni di Dio, non si lascia prendere dal terrore e da inutili psicosi, perché è informato dettagliatamente dalle Scritture: l'unico vero problema consiste, semmai, nella mancanza di conoscenza (2 Pietro 1.5)!
Se abbiamo davvero creduto, carissimi, è anche perché la nostra fede è supportata dalla costante presenza di Dio nella nostra vita: se non abbiamo questa esperienza, c'è qualcosa che non va'! mentre, se abbiamo una fede viva, accompagnata dalla conoscenza, dovremmo sapere che la maturità dei tempi sarà sì, caratterizzata dai segni che troviamo in Matteo 24, ma «non sarà ancora la fine» (v. 6), perché la fine non sarà così repentina come dicono quei venditori di fumo (ciò avverrà "soltanto" dopo il Millennio), ma, addirittura, dopo questi segni e prima del Rapimento della chiesa, per il progresso dell'apostasia nelle chiese che credono di aver servito il Signore, sarà manifesto l'Anticristo che dominerà nei sette anni di tribolazione sulla terra, quando noi saremo già rapiti in Cielo (2 Tessalonicesi 2.3)!
Qualcuno di voi ha già visto questi segni? Parliamone, ma non lasciamoci prendere dal panico, ne da notti insonni e terrificanti: questo non è ciò che il Signore ha riservato a quelli per i quali è morto sulla Croce e Gli appartengono. Egli, per quelli che lo temono, ha riservato il meglio: chi invece ha paura, non ha conosciuto Dio (1 Giovanni 4.18).
E' a quest'ultimi, perciò, che rivolgiamo l'appello pressante al ravvedimento, affinchè possano fare propria la certezza che il Signore ha messo a disposizione degli uomini che credono nel Suo amore (Giovanni 3.16).