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Eccoci qui
Se ci hai cercato di proposito o se ci hai trovato "per
caso", non importa: ti diamo un caloroso benvenuto nel
sito della Chiesa Cristiana Evangelica Italiana di Pfäffikon
(vedi foto).
Benvenuto nella piccola ed accogliente isola che occupiamo
da ventisette anni nel suolo elvetico. Siamo
certi di poterti essere d'aiuto come lo siamo stati per molti,
molti che lontano dalla cara Patria erano smarriti, ma hanno
trovato quel ristoro e quella pace che non avevano nemmeno
a casa...
Buona navigazione, allora!
Paure
presunte e... infondate!
di Gianni Paderi
Mi sembrano essere trascorsi pochi mesi dal giorno che, dalla
mia "postazione", mi accingevo a scrivere alcune
considerazioni relative al passaggio verso il terzo millennio,
eppure sono volati altri dieci anni delle nostre
preziose vite; anzi, preziosissime, secondo il pensiero di
Dio, perché Egli attribuisce a ogni vita salvata lo
stesso valore di quella che il Figlio Suo ha consumato sulla
Croce per la nostra giustificazione.
Ciascuno di voi ricorderà bene le previsioni catastrofiche
sbandierate da indovini a fantomatici profeti di turno e di
quanti, soggiogati più dalle proprie superstizioni
che dalle voci avviluppanti dei falsi profeti, hanno passato
momenti di vero terrore, temendo il peggio... l'unica cosa
di cui siamo certi, nello scorrere di questi dieci anni, è
che molti di questi “profeti” si sono portati
nelle loro tombe i "misteri" delle loro terrificanti
previsioni, non perché vittime di quest'ultime, quanto
del loro percorso di vita naturale...
Certo, se dovessimo elencare le catastrofi di natura ambientale,
gli attentati terroristici, le pandemie e quant'altro possa
essere considerato un flagello umanitario, dovremmo ammettere
che, umanamente parlando, abbiamo dei validi motivi di preoccupazione.
Un fattore che gioca a nostro sfavore, viene dal fatto che
oggi siamo in grado di ricevere le notizie degli avvenimenti
mondiali, non soltanto freschissime, ma addirittura on-line.
In pratica, siamo in grado di osservare le zoomate di una
guerra in atto, e ciò è terrificante, se consideriamo
che ne subiamo l'assuefazione al dolore, perdendo la nostra
sensibilità naturale!
Ciò che però stupisce, in questo scenario globale
del quale siamo fortemente influenzati, è la poca considerazione
che diamo a due fonti attendibilissime, dando maggiore credibilità
alle fandonie dei ciarlatani in questione.
La prima considerazione che ogni persona dovrebbe fare è
strettamente legata agli osservatori scientifici delle cose
che stiamo trattando; qui s'intende, in genere, di studiosi
che, lungi dal lasciarsi influenzare dalle favole profane,
hanno dedicato le loro vite all'osservazione degli eventi
naturali o storici, studiandoli, per poterne trarre delle
considerazioni utili all'umanità.
Secondo questi, infatti, gli allarmismi contagiosi di quanti
hanno un'ascendenza mediatica, sono più pericolosi
delle ultime minacce di pandemia mondiale: la cui psicosi,
come abbiamo visto, ha dato come unico risultato una forte
impennata alle borse dell'industria farmaceutica... Se vogliamo
quindi garantirci un successo economico sostanziale, basta
dare luogo a qualsiasi azione comunitaria, facendo leva sulle
paure morbose delle masse.
Un esempio recentissimo, dopo anni di osservazione del notevole
numero di persone che guardano verso le filosofie occulte
antiche, ci viene dall'improvviso interesse di queste per
la cultura Maya e, particolarmente, per ciò che riguarda
la parte profetica di questo antico popolo dell'America Centrale.
Molti, anche fra i "credenti", sono stati attratti
dal calendario dei Maya secondo il quale il 2012 sarebbe l'anno
della fine del mondo. Niente di meglio, per chi ne è
capace e sguazza nel liquame del terrore dei disavveduti,
che girare un film che anticipi (con le tecniche moderne più
sofisticate) la catastrofica fine del mondo, con oceani che
radono al suolo le più grandi metropoli mondiali; terremoti
che squarciano la terra in due; vulcani che eruttano morte
spargendo il terrore e così via.
Quello che rattrista, dalla nostra osservazione dei fatti,
è il coinvolgimento dei credenti che, anziché
ottenere serenità nelle certezze delle quali ci fa
parte il Signore, si comportano come i pagani, che, a scanso
d'equivoci, aggiungono un'altra divinità al loro esercito
di statue (Atti 17.23)... non si sa mai...
Questo ci porta alla nostra seconda considerazione dei fatti,
in mezzo a questa Babilonia di notizie catastrofiche, vere
o presunte che siano.
Il nostro Signore, insieme alla profezia già adempiutasi
al cento per cento, ha voluto darci anche quella finale (escatologia)
che ci riguarda, al fine di essere vigilanti e sempre pronti
osservatori dei suoi segni, perché possiamo
servirLo come testimoni impegnati a salvare quelli che sono
sulla via.
Chi è fedele alle rivelazioni di Dio, non si lascia
prendere dal terrore e da inutili psicosi, perché è
informato dettagliatamente dalle Scritture: l'unico vero problema
consiste, semmai, nella mancanza di conoscenza (2 Pietro 1.5)!
Se abbiamo davvero creduto, carissimi, è anche perché
la nostra fede è supportata dalla costante presenza
di Dio nella nostra vita: se non abbiamo questa esperienza,
c'è qualcosa che non va'! mentre, se abbiamo una fede
viva, accompagnata dalla conoscenza, dovremmo sapere che la
maturità dei tempi sarà sì, caratterizzata
dai segni che troviamo in Matteo 24, ma «non sarà
ancora la fine» (v. 6), perché la fine non sarà
così repentina come dicono quei venditori di fumo (ciò
avverrà "soltanto" dopo il Millennio), ma,
addirittura, dopo questi segni e prima del Rapimento della
chiesa, per il progresso dell'apostasia nelle chiese che credono
di aver servito il Signore, sarà manifesto l'Anticristo
che dominerà nei sette anni di tribolazione sulla terra,
quando noi saremo già rapiti in Cielo (2 Tessalonicesi
2.3)!
Qualcuno di voi ha già visto questi segni? Parliamone,
ma non lasciamoci prendere dal panico, ne da notti insonni
e terrificanti: questo non è ciò che il Signore
ha riservato a quelli per i quali è morto sulla Croce
e Gli appartengono. Egli, per quelli che lo temono,
ha riservato il meglio: chi invece ha paura, non
ha conosciuto Dio (1 Giovanni 4.18).
E' a quest'ultimi, perciò, che rivolgiamo l'appello
pressante al ravvedimento, affinchè possano fare propria
la certezza che il Signore ha messo a disposizione degli uomini
che credono nel Suo amore (Giovanni 3.16).
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